Contrasti

A fine novembre sono stata a Varese con il gruppo di Crema di volontari del Fai, di cui faccio parte da un paio di mesi. L’occasione era la visita a Villa Panza, uno dei beni del Fai, che ospita una collezione d’arte contemporanea: dagli anni ’50 Giuseppe Panza, recentemente scomparso, ha raccolto più di cento opere di artisti contemporanei. Ciò che mi ha colpito di più è stata proprio la commistione degli arredi neoclassici della villa con l’estrema modernità delle opere esposte. Probabilmente queste grandi tele monocromatiche non mi avrebbero tanto colpito in un asettico museo, mentre erano perfettamente inserite tra grandi camini, lampadari di cristallo e soffitti stuccati.

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Un’ala della villa è stata appositamente restaurata per ospitare grandi installazioni al neon, che trasformano ogni stanza in un mondo colorato che talvolta diverte e talvolta angoscia. Qui tutto è studiato per stupire il visitatore, dalla curvatura dei muri alle improvvise aperture sul soffitto.

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La villa è circondata da un giardino all’italiana, con fontane e gallerie di carpini, roseti e agrifogli.

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Fiocchi di Grace: biglietti e bigliettini

I miei strumenti del mestiere: carte colorate, pennarelli, pastelli di mille sfumature, mollette, ritagli di feltro e tanti, tanti bottoni “rubati” alla nonna che fa la sarta da una vita. Io mi rilasso così, ritagliando, incollando, impiastricciandomi le dita.

Ed ecco il risultato! Premetto che le sagome delle bamboline non sono farina del mio sacco, purtroppo non sono così brava a disegnare, però tutto il resto è frutto della mia fantasia!

New York New York

Ricordi sparsi di un viaggio romantico a New York, febbraio 2010.

I grattacieli. La Grand Central Station. Il junk food. Il musical del Re Leone a Broadway. Il fumo che sale dalla strada. Il naso all’insù. Le curve del Guggenheim. La neve a Central Park. I taxi gialli. Il caffè di Starbucks. I negozi sulla Fifth Avenue. La vetrina di Tiffany. La retrospettiva su Tim Burton al MoMa. Il vetro e l’acciaio. La cattedrale di Saint Patrick. L’Apple Store. Le statue al Metropolitan. I souvenir. La bandiera americana. Il freddo pungente. Le cisterne sui tetti. Il regno dei giocattoli di Fao Schwarz. I baci in Times Square.

Vetro, sole e acciaio

Qualche giorno fa sono stata per lavoro al quartiere fieristico di Rho: era la prima volta che vedevo questa bellissima struttura di vetro e acciaio e non potuto non innamorarmene. Il sole giocava con i tagli squadrati delle vetrate e le rotondità di strani dirigibili d’acciaio. L’acqua nelle grandi vasche rifletteva la luce che penetrava dal soffitto. Le enormi pareti rosse brillavano, giocando con il celeste di un cielo terso e limpido.

Geometrie urbane

Riguardando le foto scattate negli ultimi 5-6 anni (cioè da quando faccio foto) nelle città che ho avuto l’occasione di visitare, mi sono accorta di aver bloccato sempre l’obiettivo su due dettagli: l’uso del vetro nell’architettura urbana e la contrapposizione stilistica tra antico e moderno. L’apoteosi si raggiunge quando in un grattacielo supermoderno di vetro si specchia un palazzo del Settecento.

Su tutto, mi piace fotografare quelle che chiamo geometrie urbane, utilizzando gli elementi architettonici o tagliando le inquadrature in maniera particolare.

New York: Apple Store 5th avenue – MoMA – grattacieli

Oslo: Opera House

Parigi: il Louvre visto dalla piramide – Centro della Cultura Araba – Centre Pompidou – Musée d’Orsay – vista su Montmartre dal Centre Pompidou

Londra: British Museum – More London – Covent Garden – un palazzo

Uno sguardo nuovo

Da qualche giorno prima di andare in ufficio faccio una bella camminata per ossigenare il cervello e sgranchirmi un po’ le gambe prima di infilarle sotto la scrivania per ore.

Indosso le scarpe da corsa acquistate qualche anno fa (ero partita con le migliori intenzioni ma sono durata poco, infatti le scarpe sono ancora immacolate) e infilo l’ipod.

Osservo con occhio diverso uno spazio che pensavo conosciuto, notando elementi che erano sfuggiti al mio sguardo.

Geometrie e colori

E ovviamente non potevano mancare i fiori, che brillano al sole del mattino

Ci sono anche alcune simpatiche compagne di “viaggio”

Questo messaggio l’avevo notato da un po’ e mi ha sempre fatto sorridere. Se fosse un quadro lo intitolerei “Promessa di furto”.