My November on Instagram

coccole-ok

corso-ritratto-okSeconda prova pratica del corso di fotografia sul ritratto in studio. Per ora le foto non possono essere pubblicate, ma tra un paio di settimane ci sarà l’inaugurazione della mostra di fine corso e allora potrò dedicare un intero post a questa esperienza fotografica.

partita-okGiovedì 08 novembre – Forum di Assago (Milano): Olimpiacos vs Olimpia Milano, vittoria schiacciante dei greci.

november-porc-okHo già parlato qui della domenica passata nella campagna parmense a mangiare affettati e bere Lambrusco nelle tazze.

vetrina-okUna delle prime vetrine natalizie (alla faccia!) nella mia città. Comincio a sentire nell’aria profumo di biscotti alle spezie e tisane alla cannella.

etichette-okUna delle tante serate passate tra carte natalizie, bottoni e stoffe per realizzare biglietti d’auguri, etichette per pacchetti regalo, decorazioni da appendere all’albero e sacchettini. A brevissimo un post in cui racconto della mia prima esperienza da “commerciante”.

villa-panza-okL’ultima domenica di novembre l’ho piacevolmente passata in compagnia dei volontari del Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) del gruppo di Crema, di cui faccio parte da un paio di mesi. L’occasione era la visita ad uno dei beni del Fai, Villa Panza a Varese, che ospita una meravigliosa mostra permanente di arte contemporanea. Ulteriori dettagli e tante foto in uno dei prossimi post, stay tuned!

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Perle vintage e champagne

Per combattere il caldo e per far conoscere il piacere del vino, nei mesi di luglio e agosto l’Enoteca Fuoriporta (ne parlavo anche qui) si è trasformata in un Temporary Wine Shop: apertura dalle 18 alle 22 per due giorni alla settimana, durante i quali vengono degustati i vini delle migliori cantine italiane e straniere.

Qualche settimana fa il protagonista della serata è stato lo champagne della Domaine Jean Paul Deville di Verzy, Francia.

Come spiega Wikipedia “uno dei criteri con cui il sommelier valuta la qualità di un vino spumante è l’effervescenza (perlage): più uno spumante è affinato nel tempo, più vedremo bollicine piccole, numerose e persistenti che, salendo, formano le così dette catenelle, trasmettendoci la percezione di piccole e preziose collane di perle, da cui deriva, appunto, il nome perlage“.

Perlage.
Perle.

Quella sera l’Enoteca ha ospitato la collezione di perle dell’artista cremonese Ivana Girotto, che da anni realizza bijoux utilizzando esclusivamente materiali vintage. Queste perle risalgono infatti agli anni Cinquanta e provengono da Majorca, dove proprio in quegli anni cominciò la massiccia produzione di perle artificiali.

Collane con dieci, venti fili di perle intrecciati tra loro, perle rosse, grigie o rosa, che ammiccavano sui decolletes abbronzati delle signore, trasformandole in dive dei fabulous Fifties.

Vista. Olfatto. Gusto.

Qualche settimana fa ho avuto l’occasione di partecipare ad una doppia degustazione: quattro tipi di formaggio realizzati con latte di bufala e accompagnati da altrettanti vini.

Ad aprire la serata è una dimostrazione dal vivo curata da Bufalo Boutique: al caglio sbriciolato viene aggiunta acqua bollente, i filamenti vengono lavorati prima con i ferri del mestieri e poi direttamente con le mani. In pochi secondi la pasta diventa liscia e lucente come una perla; un taglio preciso con le mani e la mozzarella è fatta!

Intanto, tutto è pronto per la degustazione di quattro vini, direttamente dalla cantina della prestigiosa Enoteca Fuoriporta. Ci viene spiegato che le fasi della degustazione sono tre: visivo, olfattivo e gustativo. Io ci ho provato, ma i profumi dei vini proprio non li so percepire, neanche se mi dicono che sapore dovrei sentire sul palato. Però questo vini me li sono gustati tutti! Le spiegazioni tecniche le lascio agli amici di tempodivino, appassionati aspiranti sommeliers.

Ho apprezzato moltissimo gli accostamenti vino-formaggio, l’uno rendeva ancora più pieno e profondo il sapore dell’altro.
Seguendo quanto ci viene consigliato, cominciamo la degustazione assaggiando un confetto di mozzarella che nasconde un pomodoro pachino, a cui viene abbinato un Falanghina del 2011, del quale mi viene detto che ha note fruttate e floreali e addirittura minerali. Quello che anche io posso percepire è il connubio perfetto tra l’acidità della mozzarella e la dolcezza del vino bianco.
Continuiamo la degustazione con un Buffello, frutto di una lavorazione simile al taleggio e stagionato 8 mesi. La crosta ha i colori della primavera: fieno e fiori di campo. Il suo sapore deciso è esaltato da un Chiaretto rosato fresco e fruttato. Qui sento anche io la ciliegia e i fiori rossi.
Il terzo accostamento è forse quello più riuscito: un Izano Riserva, formaggio pressato di lavoratura piemontese a cui 320 giorni di stagionatura hanno dato un sapore intenso. Due sorsi di Freisa Langhe Rosso del 2009 e il sapore esplode in bocca.
Non me ne vogliano i due organizzatori, ma dopo questo climax di sapori, il quarto e ultimo accostamento non mi convince del tutto. Bufalo Boutique ci propone un Canestrato, così chiamato perché in passato veniva lasciato a riposare in appositi canestri. È un formaggio tipico della pianura padana, dal sapore leggermente piccante. Il Garda Cabernet del 2011 non aggiunge nè toglie nulla a questo formaggio.

Un’esperienza divertente e nuova per me, i miei sensi ringraziano!